top of page

Poema: Ai figli!



Di Arian Galdini


(A David e Martin)


Sul vostro colletto

il mattino aveva lasciato

un bottone appena storto,

spalla contro spalla,

quella linea sottile tra voi

dove un fratello non si vede,

eppure tiene il posto.


Il maggiore stava

come parola misurata prima di uscire.

Il piccolo aveva negli occhi

una porta ancora aperta,

senza sapere che più tardi

anche i passi

imparano a fermarsi.


Non avevo un baule da tramandarvi.

Solo un errore che non ho nascosto,

un cucchiaio lavato dopo cena,

un’amarezza

ricondotta indietro

prima che il legno della porta

conoscesse il colpo.


Nella nostra bocca,

“tieni” non era parola da mostra.

Restava nel pane,

nella sedia che si avvicinava,

nel boccone migliore

che passava all’altro

senza essere contato.


Verrà un istante

con qualcosa di freddo sulla tavola,

non vostro,

senza nessuno lì

se non la vostra mano.


Allora

resterà soltanto il mattino,

prima della prova.


Sarò nel dito

che cerca l’asola,

nel colletto che si raddrizza piano,

nella mano

che si posa un istante sopra ciò che non è suo,

poi scende

allo schienale della sedia

un tempo accostata all’altro,


e si ritrae

senza prendere il posto

che non le spetta.


Arian Galdini

 
 
 

Comments

Rated 0 out of 5 stars.
No ratings yet

Add a rating
bottom of page