Poema: Ai figli!
- Arian Galdini

- May 13
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Di Arian Galdini
(A David e Martin)
Sul vostro colletto
il mattino aveva lasciato
un bottone appena storto,
spalla contro spalla,
quella linea sottile tra voi
dove un fratello non si vede,
eppure tiene il posto.
Il maggiore stava
come parola misurata prima di uscire.
Il piccolo aveva negli occhi
una porta ancora aperta,
senza sapere che più tardi
anche i passi
imparano a fermarsi.
Non avevo un baule da tramandarvi.
Solo un errore che non ho nascosto,
un cucchiaio lavato dopo cena,
un’amarezza
ricondotta indietro
prima che il legno della porta
conoscesse il colpo.
Nella nostra bocca,
“tieni” non era parola da mostra.
Restava nel pane,
nella sedia che si avvicinava,
nel boccone migliore
che passava all’altro
senza essere contato.
Verrà un istante
con qualcosa di freddo sulla tavola,
non vostro,
senza nessuno lì
se non la vostra mano.
Allora
resterà soltanto il mattino,
prima della prova.
Sarò nel dito
che cerca l’asola,
nel colletto che si raddrizza piano,
nella mano
che si posa un istante sopra ciò che non è suo,
poi scende
allo schienale della sedia
un tempo accostata all’altro,
e si ritrae
senza prendere il posto
che non le spetta.
Arian Galdini
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